Smart drugs: la parole alle esperte

cf1È finalmente è sbarcato ad Alessandria il Caffè Scienza!
Caffè Scienza è tante cose, ma soprattutto un incontro piacevole, un momento conviviale, una pausa interessante e che può potenzialmente portare alla dipendenza: se ne vuole sempre un altro! Molte persone (una sessantina) hanno deciso di partecipare, lunedì 14 aprile, al primo Caffè Scienza, organizzato dall’Associazione Cultura e Sviluppo, con la collaborazione di alcune persone che lavorano in ambito accademico. Comodamente seduti, davanti a una gustosa fetta di torta e ad un caffè, si è piacevolmente discusso di Scienza!

Ma non è stata è una conferenza solita, anzi, Caffè Scienza, in un certo senso, è il contrario! In una conferenza si ascolta l’“esperto” per il 90% del tempo, e se poi rimane tempo c’è qualche domanda del pubblico. Il Caffè Scienza è invece basato sulla partecipazione del pubblico, sulle sue domande e considerazioni, sulla discussione collettiva. L’idea alla base del Caffè Scienza è riportare la scienza all’interno del dibattito culturale, ricucendo una frattura con le altre discipline, frattura che tende ad allargarsi nell’era degli specialismi. Siamo abituati alla comunicazione scientifica come a un flusso d’informazioni a senso unico, dagli esperti verso i comuni cittadini, che devono semplicemente assorbire qualche concetto. Assimilare alcune nozioni tecniche è fondamentale per arrivare a una scelta ponderata, e per comprendere alcune nozioni occorre avere o sviluppare competenze specifiche, ma è anche vero che il metodo scientifico prevede la discussione da pari a pari, senza preclusioni o diritti ex cathedra.

Nel primo appuntamento, dal titolo Dalla scienza alla conoscenza delle droghe di ultima generazione, si è parlato di nuove sostanze psicoattive, ovvero di sostanze di nuova sintesi oppure già note, ma solo di recente utilizzate a scopo ricreativo. La loro popolarità sta crescendo ed è soprattutto legata al fatto che esse sono legali e capaci di simulare gli effetti stimolanti delle droghe tradizionali, quali cocaina ed ecstasy. Inoltre, essendo vendute spesso come derivati vegetali, e dunque come prodotti apparentemente naturali, esse sono erroneamente ritenute meno dannose.

cf2Le esperte invitate per parlare di questo gruppo estremamente eterogeneo di sostanze psicoattive, non sottoposte al controllo di legge in molti Paesi, sono state le dottoresse Monica Andrenacci e Claudia Canali, della Polizia di Stato, e le dottoresse Barbara Borghesi e Laura Cornara, ricercatrici dell’Università di Genova.

Negli ultimi anni, tutto il mondo è stato interessato da un fenomeno che sta assumendo dimensioni sempre più imponenti: la comparsa di Nuove Sostanze Psicoattive (NSP), le Smart Drugs, caratterizzate da proprietà farmacologiche e tossicologiche particolarmente pericolose per la salute dei consumatori. Le smart drugs sono preparati di origine naturale o sintetica, che contengono principi attivi di estratti vegetali e sostanze psicotrope (efedrina, caffeina, mescalina, ecc.). Esiste una grande confusione in merito alle smart drugs: in certi casi si intendono bevande energetiche e pastiglie stimolanti, in altri casi droghe di origine vegetale. L’associazione “naturale = buono” in questo caso è più che mai ingannevole!

Le smart drugs (droghe “furbe”) sono sostanze che, solitamente, sul web vengono pubblicizzate come sostanze naturali e, quindi, “scivolano” tra le maglie della legislazione, per finire direttamente sugli scaffali degli smart shops, dove vengono vendute sotto forma di incensi, pasticche o erbe, i cui effetti, molto spesso sconosciuti, sono proposti dai media attraverso il racconto di episodi di sempre maggiore gravità. Infatti, anche se di origine vegetale, le smart drugs possono avere gravi conseguenze sulla salute psico-fisica. Gli effetti avversi più comuni delle “smart drugs” sono nausea, vomito, ansia, palpitazioni; in alcuni casi provocano anche crisi epilettiche, episodi psicotici, sintomi da astinenza.

Elia Ranzato, Simona Martinotti