“Lo sapevate che le carote erano viola?”: ai Caffè Scienza le verità nascoste sul cibo

11011263_878324445615292_112999471316661608_nÈ stato il noto divulgatore scientifico Dario Bressanini ad inaugurare la nuova stagione dei Caffè Scienza all’associazione Cultura e Sviluppo martedì 20 ottobre. Il chimico e docente, autore di vari libri di successo e del popolare blog La scienza in cucina ha parlato dei falsi allarmi e delle verità nascoste a proposito del cibo che portiamo in tavola quotidianamente. “I miei libri vogliono essere una palestra di allenamento mentale con cui portare a conoscenza i cittadini di ciò che dice la scienza su un tema molto delicato come l’alimentazione, nel quale troppo spesso hanno invece successo notizie che emozionano o allarmano ma prive di ogni fondamento”. Uno scopo che i Caffè Scienza condividono pienamente, volendo realizzare una serie di incontri in cui gli scienziati “scendono dalla cattedra” per dialogare con i cittadini in un confronto informale per consentire di effettuare scelte consapevoli e aumentare il livello di informazione.

Bressanini ha introdotto l’incontro partendo da due bustine, una di zucchero bianco e una di zucchero di canna, prelevate dal buffet di bevande e dolcetti a disposizione del pubblico. “Molti pensano che lo zucchero di canna sia migliore perché meno raffinato di quello bianco e che questo questo sia sbiancato con procedimenti chimici dannosi per la salute – ha spiegato il docente – allora sappiate che il saccarosio, contenuto in entrambi, è naturalmente bianco e dal punto di vista nutrizionale i due zuccheri sono equivalenti. È semmai l’eccesso di zucchero ad essere dannoso”.

Un altro esempio illustrato al pubblico è quello delle carote. “Avete mai visto le carote viola al supermercato? Io mi diverto ad ascoltare ciò che dice la gente, allarmata, quando le vede: ‘saranno ogm!’ o ‘chissà cosa ci hanno messo dentro!?’. Ebbene, le carote secoli fa erano viola, poi c’è stata una mutazione intorno al Seicento che le ha rese arancioni e quelle viola sono diventate rarissime”. Le mutazioni sono sempre avvenute nel tempo, così come le selezioni naturali o operate degli agricoltori che hanno consentito di avere, ad esempio, il grano duro e tenero che utilizziamo da secoli.

Nel dibattito i molti presenti hanno chiesto conto in particolare di ogm e intolleranze alimentari. Dario Bressanini ha spiegato come sia vietato coltivare Ogm ma che poi sia possibile importarli, ad esempio l’Italia acquista dall’estero ogni anno oltre 3 milioni di tonnellate di soia geneticamente modificata per farne mangimi animali. Nulla ha dimostrato danni alla salute. “Il brevetto sulla soia Monsanto tra l’altro sta per scadere e presto gli agricoltori potranno salvare i semi di alcune varietà e riseminarli” ha detto il professore.

Non sono mancate le domande su celiachia e intolleranze alimentari. “L’evoluzione è molto più lenta dei cambiamenti che avvengono nei prodotti agricoli. L’uomo domestica le piante da circa 10 mila anni e molti cibi sono stati introdotti nella nostra alimentazione molto di recente, dal Medioevo in poi: anche in questo caso non è dimostrato che le modifiche possano essere dannose alla salute”.

Ha sorpreso molti sentire parlare di “nocebo”: chi è convinto di mangiare qualcosa di dannoso per il suo organismo sta male davvero, e questo spiegherebbe l’aumento del numero di persone che pur non avendo una diagnosi di celiachia, stiano male mangiando cibo contenente glutine.

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