Come si combattono i “cattivi scienziati”: i metodi per la scoperta delle frodi nella ricerca

Lunedì 10 aprile dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De André 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

In genere si pensa che gli errori nella ricerca scientifica siano commessi in buona fede o dovuti a conoscenze imperfette. Ma non sempre è così. Mistificazioni, asserzioni fondate su osservazioni mai avvenute, selezione di risultati e plagio crescono, spinti dalla volontà deliberata di soddisfare interessi individuali avallati da un sistema parzialmente corruttivo. L’estensione del disastro e il danno economico della frode scientifica sono scoraggianti eppure un “sistema immunitario” nuovo sta emergendo ed è formato da una comunità sempre più numerosa di ricercatori che dedicano il proprio tempo all’identificazione di metodi utili alla scoperta delle manipolazioni.

Enrico Bucci, nel libro Cattivi scienziati, racconta chi fa frode scientifica e quali interessi persegue, indaga le conseguenze della sottrazione di fondi alla buona ricerca ed evidenzia il danno provocato allo sviluppo economico del nostro Paese. Come scrive nella prefazione la scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo, “non esistono ‘cattivi scienziati’, semplicemente costoro non sono scienziati”.

Relatore: Enrico Bucci, laureato in Biologia nel 1997, nel 2001 è diventato ricercatore presso l’Istituto di Biostrutture e Bioimmagini del CNR (Napoli). Nel 2006 ha fondato Bionucleon Srl, azienda specialistica premiata come la migliore giovane azienda innovativa d’Italia. Nel 2008 ha fondato Biodigitalvalley, azienda dedicata all’analisi su larga scala dei dati biomedici pubblicati in tutto il mondo. Nel 2014 ha lasciato il suo lavoro al CNR per dedicarsi a Biodigitalvalley e all’analisi delle frodi nelle pubblicazioni scientifiche. È autore di oltre 70 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali.

C’è qualcun altro là fuori? La caccia ai “gemelli” della Terra

Lunedì 27 marzo dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De André 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

Sapere se oltre il nostro Sistema Solare esistano luoghi potenzialmente favorevoli allo sviluppo di vita complessa è senza dubbio uno degli argomenti di frontiera dell’astrofisica del 21esimo secolo. Una tale scoperta non sarebbe solamente rivoluzionaria per il campo di ricerca che se ne occupa, ma avrebbe anche una profonda valenza culturale. Mito, Religione e Filosofia hanno cercato risposte alla domanda “Siamo soli?” fin dagli albori della Storia, ben prima della nascita del pensiero scientifico.

A poco più di vent’anni dalla scoperta del primo pianeta orbitante intorno a un’altra stella simile al nostro Sole, la ricerca e caratterizzazione di pianeti extrasolari (o esopianeti) è un campo di ricerca di Astronomia e Astrofisica tuttora in vertiginosa espansione. La storia di alcuni dei maggiori successi recenti nel campo, ottenuti grazie allo sviluppo di strumentazione di avanguardia sia da Terra che nello spazio, ci farà capire perché sia stato necessario aspettare 25 secoli per avere dimostrato il Teorema dell’Esistenza degli esopianeti, ma come siano bastati due decenni per giungere alla scoperta di mondi sotto certi aspetti alquanto simili alla nostra Terra. Uno sguardo al futuro prossimo ci permetterà di comprendere come la risposta alla domanda sull’esistenza di vita extraterrestre potrebbe veramente essere dietro l’angolo. Non è più questione di ‘se’, ma di ‘quando’.

Relatore: Alessandro Sozzetti, Primo Ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica presso l’Osservatorio Astrofisico di Torino. Si è laureato all’Università degli Studi di Torino, ha conseguito il Dottorato di Ricerca presso l’Università di Pittsburgh (Pennsylvania, USA) e ha lavorato allo Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (Massachusetts, USA). I suoi interessi di ricerca si concentrano sulla rivelazione e caratterizzazione fisica di sistemi planetari extrasolari.

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Terremoti: rischio sismico, prevenzione e protezione

Lunedì 13 marzo dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De André 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

Dal 1500 al 2000 le vittime dovute ad eventi naturali in Italia sono state in media 23 a settimana. Per il 75% si sono verificate in occasione di eventi sismici. Come si misura il terremoto? Che cos’è il rischio sismico? La strategia di difesa dai terremoti va messa a punto nel contesto più generale della minaccia dei rischi naturali in condizione di risorse disponibili limitate. Prevenzione significa proteggere costruzioni, infrastrutture e territorio prima che il sisma avvenga ed è praticamente fattibile solo se si costruisce in modo sostenibile e resiliente.

Proteggere dove il danno sismico non c’è ancora stato costa molto meno che ricostruire o riparare dove il danno è già avvenuto. Prevenire conviene, anche perché si salvano vite e si può intervenire senza urgenza, con criteri di priorità motivati e con procedure più trasparenti e denaro pubblico che non si muove verso direzioni poco controllabili. Occorre però una programmazione a lungo termine (oltre 30 anni).

Relatore: Alessandro De Stefano, già Professore Ordinario di Tecnica delle Costruzioni al Politecnico di Torino, ha tenuto corsi di Costruzioni in zona sismica, Ingegneria sismica, Dinamica sismica e analisi strutturale, Progetto di strutture antisismiche. È autore di numerosi lavori scientifici pubblicati su riviste nazionali e internazionali. La sua attività scientifica è orientata verso i temi del controllo strutturale attivo ed adattativo e il monitoraggio delle strutture esistenti. Ha inventato e brevettato (Politecnico di Torino-ENEA) un sistema di isolamento sismico per edifici di carattere storico monumentale. È stato anche consulente per il Tribunale de L’Aquila per l’incidente probatorio in merito a sospette irregolarità nella fornitura e posa degli isolatori sismici del Progetto C.A.S.E.

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