La scienza delle serie tv

Lunedì 9 ottobre dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De André 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

Agli incontri d’autore si parla di scienza con la presentazione del libro di Andrea Gentile La scienza delle serie tv.

Un professore di chimica potrebbe davvero fabbricare droga come Walter White in Breaking Bad? Tra quanto avremo il teletrasporto di Star Trek? E qual è il modo migliore di reagire a un’epidemia di zombie come quella di The Walking Dead? Si può parlare di scienza anche stando comodamente in poltrona di fronte alla televisione. Le serie tv sono diventate prodotti di culto, e le più celebri sono proprio quelle fantascientifiche, mediche o di investigazione, che al loro interno raccontano molta scienza. Cosa c’è di vero in ciò che mostrano? Dalla nascita del cosmo in The Big Bang Theory, passando per le fantadiagnosi del Dr. House, i complotti alieni di X-Files e la natura del tempo in True Detective, Andrea Gentile, nel libro pubblicato da Codice Edizioni, svela il lato nascosto delle serie tv più note, con un linguaggio semplice e spiegazioni alla portata di tutti.

Andrea Gentile: giornalista, si occupa di scienza, cultura e attualità per la rivista Wired Italia. Dopo una laurea in neuroscienze computazionali e un master in comunicazione della scienza, ha fatto parte delle redazioni di Galileo e RAI Radio 3 Scienza.

Arrivederci a ottobre

I Caffè Scienza riprendono a ottobre. Il primo appuntamento sarà trasversale ad altre iniziative dell’Associazione Cultura e Sviluppo. Lunedì 9 ottobre alle 17,30, agli “Incontri d’autore”, Andrea Gentile presenterà il suo libro La scienza delle serie tv (Codice Edizione, 2016). Le serie tv sono diventate prodotti di culto, e le più celebri sono proprio quelle fantascientifiche, mediche o di investigazione, che al loro interno raccontano molta scienza. Cosa c’è di vero in ciò che mostrano? Dalla nascita del cosmo in The Big Bang Theory, passando per le fantadiagnosi del Dr. House, i complotti alieni di X-Files e la natura del tempo in True Detective, Andrea Gentile svela il lato nascosto delle serie con un linguaggio semplice e spiegazioni alla portata di tutti.

E come ogni anno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, si terrà un Caffè Scienza sul tema. Lunedì 16 ottobre la professoressa Maria Lodovica Gullino dell’Università di Torino, Direttore di Agroinnova – Centro di Competenza per l’Innovazione in campo agro-ambientale, parlerà di difesa delle colture e sicurezza alimentare.

La scienza sulla scena del crimine

Lunedì 29 maggio dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De André 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

Per l’ultimo appuntamento della stagione dei Caffè Scienza di Alessandria si terrà un interessante incontro per tutti coloro che vogliono conoscere le investigazioni scientifiche.

Entrata nell’immaginario collettivo grazie al successo delle serie televisive, americane e non solo, la Polizia Scientifica è la struttura che interviene quando, per gli accertamenti di polizia giudiziaria e preventiva, sono richieste particolari competenze nel campo delle scienze biologiche, chimiche, fisiche e altre discipline. Dalla sua nascita, che risale all’anno 1902, la Polizia Scientifica ha progressivamente migliorato le sue capacità di intervento, raggiungendo profili di eccellenza e diventando supporto indispensabile nell’ambito delle attività di polizia giudiziaria, in particolare in occasione del primo intervento sul luogo dove è stato commesso un delitto.

Per capire veramente il lavoro della Scientifica, prescindendo dagli aspetti “romanzeschi” delle fiction tv, al Caffè Scienza si parlerà delle Scienze Forensi e della loro evoluzione in seno alla Polizia di Stato, facendo un raffronto tra le modalità con cui venivano effettuate le indagini prima del loro avvento e su come invece oggi si approccia alla scena del crimine, qualunque essa sia.

Relatrice: dottoressa Antonietta Lombardozzi, laureata in Chimica, è Direttore Tecnico Capo della Polizia di Stato. Dal 2015 è Direttore del Laboratorio Chimico Forense al Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica per il Piemonte e la Valle d’Aosta di Torino.

Come si combattono i “cattivi scienziati”: i metodi per la scoperta delle frodi nella ricerca

Lunedì 10 aprile dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De André 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

In genere si pensa che gli errori nella ricerca scientifica siano commessi in buona fede o dovuti a conoscenze imperfette. Ma non sempre è così. Mistificazioni, asserzioni fondate su osservazioni mai avvenute, selezione di risultati e plagio crescono, spinti dalla volontà deliberata di soddisfare interessi individuali avallati da un sistema parzialmente corruttivo. L’estensione del disastro e il danno economico della frode scientifica sono scoraggianti eppure un “sistema immunitario” nuovo sta emergendo ed è formato da una comunità sempre più numerosa di ricercatori che dedicano il proprio tempo all’identificazione di metodi utili alla scoperta delle manipolazioni.

Enrico Bucci, nel libro Cattivi scienziati, racconta chi fa frode scientifica e quali interessi persegue, indaga le conseguenze della sottrazione di fondi alla buona ricerca ed evidenzia il danno provocato allo sviluppo economico del nostro Paese. Come scrive nella prefazione la scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo, “non esistono ‘cattivi scienziati’, semplicemente costoro non sono scienziati”.

Relatore: Enrico Bucci, laureato in Biologia nel 1997, nel 2001 è diventato ricercatore presso l’Istituto di Biostrutture e Bioimmagini del CNR (Napoli). Nel 2006 ha fondato Bionucleon Srl, azienda specialistica premiata come la migliore giovane azienda innovativa d’Italia. Nel 2008 ha fondato Biodigitalvalley, azienda dedicata all’analisi su larga scala dei dati biomedici pubblicati in tutto il mondo. Nel 2014 ha lasciato il suo lavoro al CNR per dedicarsi a Biodigitalvalley e all’analisi delle frodi nelle pubblicazioni scientifiche. È autore di oltre 70 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali.

C’è qualcun altro là fuori? La caccia ai “gemelli” della Terra

Lunedì 27 marzo dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De André 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

Sapere se oltre il nostro Sistema Solare esistano luoghi potenzialmente favorevoli allo sviluppo di vita complessa è senza dubbio uno degli argomenti di frontiera dell’astrofisica del 21esimo secolo. Una tale scoperta non sarebbe solamente rivoluzionaria per il campo di ricerca che se ne occupa, ma avrebbe anche una profonda valenza culturale. Mito, Religione e Filosofia hanno cercato risposte alla domanda “Siamo soli?” fin dagli albori della Storia, ben prima della nascita del pensiero scientifico.

A poco più di vent’anni dalla scoperta del primo pianeta orbitante intorno a un’altra stella simile al nostro Sole, la ricerca e caratterizzazione di pianeti extrasolari (o esopianeti) è un campo di ricerca di Astronomia e Astrofisica tuttora in vertiginosa espansione. La storia di alcuni dei maggiori successi recenti nel campo, ottenuti grazie allo sviluppo di strumentazione di avanguardia sia da Terra che nello spazio, ci farà capire perché sia stato necessario aspettare 25 secoli per avere dimostrato il Teorema dell’Esistenza degli esopianeti, ma come siano bastati due decenni per giungere alla scoperta di mondi sotto certi aspetti alquanto simili alla nostra Terra. Uno sguardo al futuro prossimo ci permetterà di comprendere come la risposta alla domanda sull’esistenza di vita extraterrestre potrebbe veramente essere dietro l’angolo. Non è più questione di ‘se’, ma di ‘quando’.

Relatore: Alessandro Sozzetti, Primo Ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica presso l’Osservatorio Astrofisico di Torino. Si è laureato all’Università degli Studi di Torino, ha conseguito il Dottorato di Ricerca presso l’Università di Pittsburgh (Pennsylvania, USA) e ha lavorato allo Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (Massachusetts, USA). I suoi interessi di ricerca si concentrano sulla rivelazione e caratterizzazione fisica di sistemi planetari extrasolari.

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Terremoti: rischio sismico, prevenzione e protezione

Lunedì 13 marzo dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De André 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

Dal 1500 al 2000 le vittime dovute ad eventi naturali in Italia sono state in media 23 a settimana. Per il 75% si sono verificate in occasione di eventi sismici. Come si misura il terremoto? Che cos’è il rischio sismico? La strategia di difesa dai terremoti va messa a punto nel contesto più generale della minaccia dei rischi naturali in condizione di risorse disponibili limitate. Prevenzione significa proteggere costruzioni, infrastrutture e territorio prima che il sisma avvenga ed è praticamente fattibile solo se si costruisce in modo sostenibile e resiliente.

Proteggere dove il danno sismico non c’è ancora stato costa molto meno che ricostruire o riparare dove il danno è già avvenuto. Prevenire conviene, anche perché si salvano vite e si può intervenire senza urgenza, con criteri di priorità motivati e con procedure più trasparenti e denaro pubblico che non si muove verso direzioni poco controllabili. Occorre però una programmazione a lungo termine (oltre 30 anni).

Relatore: Alessandro De Stefano, già Professore Ordinario di Tecnica delle Costruzioni al Politecnico di Torino, ha tenuto corsi di Costruzioni in zona sismica, Ingegneria sismica, Dinamica sismica e analisi strutturale, Progetto di strutture antisismiche. È autore di numerosi lavori scientifici pubblicati su riviste nazionali e internazionali. La sua attività scientifica è orientata verso i temi del controllo strutturale attivo ed adattativo e il monitoraggio delle strutture esistenti. Ha inventato e brevettato (Politecnico di Torino-ENEA) un sistema di isolamento sismico per edifici di carattere storico monumentale. È stato anche consulente per il Tribunale de L’Aquila per l’incidente probatorio in merito a sospette irregolarità nella fornitura e posa degli isolatori sismici del Progetto C.A.S.E.

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Teletrasporto: dalla fantascienza alla realtà

Lunedì 20 febbraio dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De André 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

Il mondo a scala microscopica riserva molte sorprese: una di queste consiste nella possibilità di teletrasportare oggetti, molto piccoli, in modo apparentemente istantaneo. Potrà questa tecnologia, oggi confinata nei laboratori di ricerca, avere le applicazioni immaginate nei romanzi e nei film di fantascienza?

Il teletrasporto di sistemi microscopici è già una realtà, ed è questa realtà che ci proponiamo di esplorare. Nel nostro percorso parleremo anche della scienza della segretezza e dei messaggi cifrati, con applicazioni alla sicurezza delle carte di credito, e delle nuove tecnologie per i calcolatori del futuro. Il filo rosso che collega questi argomenti è il cosiddetto entanglement o intreccio quantistico, una caratteristica fondamentale della fisica che descrive i sistemi microscopici.

img_3172-1Relatore: Leonardo Castellani, professore ordinario di fisica teorica presso l’Università del Piemonte Orientale, dove tiene i corsi di Meccanica dei quanti e Computazione quantistica. Si è laureato all’Università di Firenze, ha conseguito il Ph.D presso l’Institute for Theoretical Physics dell’Università di Stony Brook (New York) e ha lavorato al Lauritsen Lab di Caltech e al Cern di Ginevra. I suoi interessi di ricerca riguardano la fisica delle particelle elementari e la gravità.

L’automobile del futuro

Mercoledì 1° febbraio dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De André 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

Come sarà l’auto del futuro? Quasi sicuramente non sarà come anche le menti più visionarie la stanno immaginando: il presente è molto più avanti di ogni nostra idea del futuro. Su due aspetti possiamo ragionevolmente concordare: i motori, piaccia o no, soprattutto agli appassionati del rumore dello scoppio, non saranno più quelli di oggi e con la massima probabilità saranno di tipo elettrico; gli attori della prossima rivoluzione dell’auto, che potrebbe arrivare prima di quanto ce lo aspettiamo, ma anche molto dopo, non saranno, in gran parte, quelli attuali ma parleranno Calicinese.

Proprio in California e in Cina sta scoppiando questa rivoluzione che potrebbe portare ad un cambiamento radicale nel nostro modo di vivere il trasporto e il viaggio. Dai sistemi di guida assistita ai sistemi di guida autonoma, si stanno ampiamente dimostrando sia fattibilità che vantaggi. Il vantaggio in termini di sicurezza è certo: la stragrande maggioranza, se non la quasi totalità, degli incidenti stradali è dovuto al fattore umano. Togliere il volante agli esseri umani potrebbe essere la strategia più efficace per risolvere questo problema. Certo non sarà semplice – ci sono ostacoli legali, etici, pratici – ma la strada è ormai spianata.

Allo stesso modo un motore che non è cambiato sostanzialmente dalla sua invenzione oltre un secolo fa è qualcosa che non ha futuro: deve girare anche quando sta fermo, fa rumore anche se non fa nulla, per cambiare velocità richiede l’esecuzione di quattro manovre simultanee… Nessun alieno che arrivasse su questa terra accetterebbe di viaggiare su un derivato delle vaporiere quando ben altri sistemi più semplici ed efficaci sono già disponibili. Ultimo problema: le batterie e l’autonomia. Nessuno è perfetto ma ci si può arrivare: anzi, si deve!

Relatori
Massimiliano Avalle: dopo aver militato per oltre 20 anni al Politecnico di Torino, è ora Professore Ordinario di Progettazione e Costruzione di Macchine all’Università degli Studi di Genova. Il suo campo di ricerca principale è quello della sicurezza dei veicoli, e della protezione sia dei loro occupanti che degli altri utenti della strada (i cosiddetti VRU, Vulnerable Road Users). Tali ricerche sono state svolte nell’ambito di diversi progetti Europei e Regionali, anche in collaborazione con i costruttori ed altri soggetti attivi nella progettazione e costruzione dei sistemi di sicurezza.

Luca Ferraris: Professore Associato di Macchine ed Azionamenti Elettrici al Politecnico di Torino, ha cominciato la sua attività di ricerca con una tesi di laurea su un prototipo di veicolo elettrico, cui hanno fatto seguito svariati altri veicoli. Attualmente si occupa di motori elettrici facenti uso di materiali innovativi.

L’uomo nello Spazio: dalla Stazione Spaziale a Luna e Marte

Lunedì 21 novembre dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De Andrè 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

In più di 50 anni di missioni spaziali l’uomo ha imparato a conoscere un ambiente molto diverso da quello terrestre e ha sviluppato soluzioni tecnologiche che gli permettono di poter vivere e lavorare nello spazio con permanenze sempre più lunghe. L’International Space Station è diventata un vero e proprio laboratorio dove team di astronauti vivono e lavorano quotidianamente. La sfida successiva, condivisa dalle principali Agenzie Spaziali Internazionali, è il ritorno dell’uomo sulla Luna e la sua discesa su Marte. L’esperienza maturata a Torino da Thales Alenia Space con la costruzione dei moduli abitati per l’International Space Station – MPLM, Columbus, Nodi 2 e 3, ATV e Cupola – e con missioni scientifiche nel sistema solare come Integral, Rosetta, Mars Express, Venus Express, Bepi Colombo ed Exomars, permette all’Italia di avere una responsabilità industriale di primo piano nell’elaborazione degli scenari di esplorazione e delle soluzioni tecnologiche necessarie.

Relatrice: Maria Antonietta Perino, laureata in Ingegneria Nucleare al Politecnico di Torino nel 1985, ha frequentato la prima Sessione dell’International Space University presso l’M.I.T., Boston (USA) nel 1988, diventando parte del corpo docente. Dal 1986 lavora in Thales Alenia Space a Torino come Program Manager dei principali programmi nazionali ed europei legati all’esplorazione come Exomars, Mars Sample Return, e l’Aurora Core Program. Attualmente è direttore Marketing & Sales dei programmi ESA di Esplorazione e Scienza. L’ingegner Perino è coinvolta in diverse iniziative che promuovono il coinvolgimento di giovani professionisti nell’industria spaziale. Autrice di numerose pubblicazioni e report, è Co-Editor di Acta Astronautica. Membro di diversi comitati scientifici in campo spaziale e del EuroScience Open Forum (ESOF), è stata Vice-President nel Bureau dell’International Astronautical Federation, è membro dell’Académie de l’Air et de l’Espace francese e dell’International Academy of Astronautics, e membro di Women In Aerospace.

Alimentazione del futuro: possiamo pensare agli insetti?

Lunedì 17 ottobre dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De Andrè 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

Anche se già largamente consumati in Africa, Asia e America centrale, il consumo di insetti da parte dell’uomo (entomofagia) è un concetto che provoca ancora ribrezzo nei Paesi Occidentali. Eppure essi contengono numerosi principi nutritivi utili per la nostra alimentazione e potrebbero essere in grado di sostenere l’approvvigionamento in proteine animali di una popolazione in continua crescita (+2 miliardi di persone nel 2050). Recentemente questa tematica ha suscitato grande interesse (Expo 2015; Terra Madre 2016).

Oltre al consumo diretto da parte degli uomini, gli insetti potrebbero entrare a far parte dell’alimentazione animale. È infatti noto come l’incremento demografico atteso per il 2050 determinerà un incremento nei consumi di prodotti di origine animale (+60-70%) con conseguente aumento di richiesta di fonti proteiche per l’industria mangimistica. Attualmente le fonti proteiche più utilizzate provengono essenzialmente da coltivazioni industriali (soia, colza, girasole) e dalla pesca (farine di pesce). Il settore zootecnico europeo ed italiano dipende da fonti proteiche di importazione ritenute sovente ecologicamente ed economicamente poco sostenibili. Per rendere le filiere Feed più sostenibili, la ricerca scientifica deve orientarsi verso alternative proteiche innovative e la Fao indica le farine di larve di insetti come possibile soluzione.

Alcune prove sono state realizzate utilizzando farine di larve di insetti quali Tenebrio molitor ed Hermetia illucens nelle specie ittiche ed avicole. I primi risultati evidenziano come il profilo nutritivo risulti adeguato per il loro impiego in zootecnia. I livelli di inclusione dipendono dalle peculiarità delle farine (livello proteico e lipidico) e delle specie zootecniche oggetto di alimentazione.

Relatrice: Laura Gasco, professore associato presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino dove tiene insegnamenti inerenti le tematiche dell’acquacoltura e della coniglicoltura e ricerche ricerche su allevamento e nutrizione di specie ittiche, avicole e cunicole così come su valutazioni della qualità dei prodotti. La tematica dell’uso degli insetti nell’alimentazione dei monogastrici vede la professoressa Gasco impegnata in prima persona. Collabora con l’International Platform of Insects for Food and Feed (Ipiff) ed è registrata nel Global Stakeholder Directory on Edible Insects della FAO. È coordinatore del gruppo di ricercatori dell’Università di Torino sulla tematica degli insetti quali Feed e coordina alcuni progetti di ricerca su questa tematica.