Sei donne che hanno cambiato il mondo

Giovedì 15 marzo 2018 dalle 19 alle 22,30 alle 19 (con pausa buffet alle 20,30)
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De André 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

In un appuntamento congiunto tra i Giovedì Culturali e i Caffè Scienza, nell’ambito di Marzo Donna 2018. Una rete di opportunità, la serie di iniziative promosse dal Comune di Alessandria con la Consulta alle Pari Opportunità, sarà ospite Gabriella Greison, fisica, scrittrice e giornalista. Nella prima parte della serata andrà in scena Due donne ai raggi X, il monologo che celebra la vita di Marie Curie, di cui si sa poco dal punto di vista umano, ma alla quale universalmente sono riconosciute doti da grande scienziata (come la chiamava Albert Einstein) e i connotati del genio. Marie fu anche precursore delle battaglie sociali per il raggiungimento di pari dignità e diritti tra donne e uomini nella società maschilista a cavallo tra ‘800 e ‘900. Nello spettacolo, la vita di Marie Curie, con i suoi baratri e le sue mete raggiunte, con le sue origini umili e la poca cura di sé, si intreccia con la sontuosa vita di Hedy Lamarr, scienziata e inventrice del Wi-Fi moderno, e allo stesso tempo star di Hollywood, con le sue debolezze, le sue passioni smodate, il suo spirito libero.

Nella seconda parte Gabriella Greison presenterà il libro Sei donne che hanno cambiato il mondo (Bollati Boringhieri, 2017), da cui è tratto il monologo. Marie Curie, Lise Meitner, Emmy Noether, Rosalind Franklin, Hedy Lamarr e Mileva Marić: queste sei donne sono state delle pioniere. C’è la chimica polacca che non poteva frequentare l’università, la fisica ebrea che era odiata dai nazisti, la matematica tedesca che nessuno amava, la cristallografa inglese alla quale scipparono le scoperte, la diva hollywoodiana che fu anche ingegnere militare e la teorica serba che fu messa in ombra dal marito. Non sono certo le sole donne della scienza, ma sono quelle che forse hanno aperto la strada alle altre, con la loro volontà, la loro abilità, il talento e la protervia, in un mondo apertamente ostile, fatto di soli uomini. Sono quelle che hanno dato alla scienza e a tutti noi i risultati eclatanti delle loro ricerche e insieme la consapevolezza che era possibile, anzi necessario, dare accesso alle donne all’impresa scientifica. È grazie a queste icone della scienza novecentesca e al loro esempio che abbiamo avuto poi altre donne, che hanno fatto un po’ meno fatica a farsi largo e ci hanno regalato i frutti del loro sapere e della loro immaginazione. In anteprima nazionale, l’autrice presenterà anche il nuovo libro Hotel Copenaghen (Salani, 2018), Il nuovo libro con racconti e retroscena inediti su Niels Bohr, Heisenberg e il loro incontro nel 1941, su Einstein e la sua amicizia con Bohr, su Dirac, Pauli, Schroedinger, Lise Meitner… e tutti gli altri grandi fisici del XX secolo.

Introduce e modera la serata Maria Grazia Caldirola.

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Le sfaccettature della ricerca: dalla ricerca dei finanziamenti alla ricerca sperimentale

Lunedì 26 febbraio 2018 dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De André 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

Come funziona? Perché accade? Come potrei curare questo difetto o questa malattia? Sono tutte domande che, per sua natura, l’essere umano si pone da sempre, rispetto ai fenomeni che osserva quotidianamente come di fronte alle manifestazioni più misteriose della natura. Tutti noi, infatti, anche nella quotidianità, esploriamo, investighiamo, risolviamo problemi, inventiamo, sperimentiamo, sbagliamo, e riproviamo… Quando la curiosità e l’intuizione vengono applicate con un approccio sistematico per rispondere a domande di questo tipo, si sta facendo una ricerca. Di questo si parlerà al Caffè Scienza di lunedì 26 febbraio (ore 17,30-19) con Stefano Biffo, Professore Ordinario di Anatomia Comparata e Citologia (Università di Milano, Istituto Nazionale di Genetica Molecolare “Romeo ed Enrica Invernizzi” INGM, Milano) e Raffaele de Francesco (Istituto Nazionale di Genetica Molecolare “Romeo ed Enrica Invernizzi” INGM, Milano).

In molti campi della scienza si usa distinguere tra la ricerca “di base” (o teorica, o pura) e ricerca “applicata” (o pratica). La ricerca di base rappresenta la linfa dell’intero sistema della ricerca, il primo strumento affinché gli studiosi accumulino le informazioni preliminari per far crescere le loro idee e poi risorse competitive aggiuntive, a beneficio del Paese e di tutti. È naturale però che in periodi di crisi economica si tenda a guardare con occhio più critico i rapporti tra costi e benefici dei due tipi di ricerca. L’incontro con due protagonisti della ricerca scientifica italiana esplorerà il valore della competenza e il ruolo che la ricerca, in tutte le sue accezioni, e la tecnologia rivestono per il progresso culturale, sociale ed economico del nostro Paese.

Stefano Biffo ha conseguito la laurea in Biologia presso l’Università degli Studi di Torino. Successivamente, ha lavorato come ricercatore al Roche Institute for Molecular Biology, Nutley, NJ, USA, e al Max Planck Institute for Psychiatry, Martinsried, Germania. Ha conseguito un Ph.D. in neuroendocrinologia concentrando i suoi studi sul differenziamento dei neuroni. Dal 1995 al 2013 ha lavorato presso l’Istituto Scientifico San Raffaele, prima come ricercatore e poi come dirigente di laboratorio. In quel periodo ha clonato eIF6, un fattore che regola l’inizio della traduzione indotta da fattori di crescita. Il suo lavoro è focalizzato sul ruolo che il controllo della traduzione in condizioni patologiche, in particolare cancro e malattie ereditarie come la sindrome di Shwachman-Diamond. Nel 1998 è divenuto Professore associato di Biologia cellulare presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale. Nel 2014 è entrato a far parte di INGM e ha ottenuto la cattedra di Biologia cellulare e Anatomia comparata come Professore ordinario presso l’Università degli Studi di Milano. Attualmente, il suo lavoro si concentra sull’investigare i meccanismi molecolari tramite cui la traduzione regola crescita e proliferazione cellulari.

Raffaele De Francesco si è laureato Scienze Biologiche a Milano nel 1984. In seguito, si è recato all’Emory University di Atlanta, dove fra il 1985 ed il 1988 ha continuato i suoi studi in campo biochimico. Nel 1988, ha vinto una borsa di studio “post-doctoral” EMBO per continuare a condurre la sua attività di ricerca presso l’EMBL di Heidelberg, in Germania, dove è rimasto fino al 1990. Fra il 1991 ed il 2008, ha lavorato presso l’IRBM di Pomezia (Roma), parte dei Merck Research Laboratories). Dal 2008, ricopre la posizione di Group Leader presso INGM. Raffaele De Francesco è soprattutto riconosciuto a livello internazionale per la sua ricerca nei campi della virologia molecolare, della scoperta di nuovi farmaci contro il virus HCV e dei meccanismi di resistenza agli antivirali. I risultati delle sue ricerche hanno infatti avuto un ruolo chiave nella scoperta dei bersagli molecolari che sono stati alla base dello sviluppo dei nuovi agenti antivirali che sono in grado di eradicare l’epatite C cronica. Oggi il suo interesse scientifico è focalizzato sulla scoperta di bersagli molecolari che possano essere utilizzati per lo sviluppo di approcci terapeutici innovativi mirati alla cura definitiva di altre infezioni virali croniche, come l’epatite B e l’Aids.

Al termine dell’incontro sarà offerto un aperitivo grazie a Nova Coop – Presidio Soci di Alessandria

Vivere su Marte e viaggiare nello spazio

Lunedì 8 gennaio 2018 dalle 18 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De André 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

Come vivranno le persone su Marte? Un team del MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha sviluppato un progetto rispondendo a questa domanda per Mars City Design 2017, una competizione internazionale sulle città sostenibili da costruire sul pianeta rosso nel prossimo secolo. Redwood Forest, il progetto vincitore, prevede cupole che possono ospitare fino a 50 persone con spazi pubblici aperti, piante e acqua. Gli habitat si trovano in cima a una rete di tunnel sotterranei che forniscono l’accesso agli spazi privati e costituiscono il sistema di trasporto per una comunità di 10.000 persone. Oltre alla connettività, i tunnel offrono ai residenti la protezione dalle radiazioni cosmiche, dagli impatti dei micrometeoriti e dalle variazioni termiche estreme. Il team del MIT, del quale fa parte l’alessandrina Valentina Sumini, ha l’obiettivo di creare un ambiente confortevole per gli abitanti. Molte delle caratteristiche del progetto potrebbero essere utili anche sulla Terra. I veicoli elettrici che viaggiano su reti sotterranee a più livelli potrebbero aiutare a ridurre le città americane congestionate. I criteri di progettazione potrebbero essere utili per creare spazi di vita e di lavoro in ambienti difficili, come le alte latitudini, i deserti e il fondale marino. Valentina Sumini fa parte anche del gruppo che ha vinto la competizione indetta dalla NASA per una stazione spaziale che contiene un hotel di lusso per turisti spaziali.

Relatrice: Valentina Sumini, Postdoc al Massachusetts Institute of Technology nel Gruppo di ricerca Digital Structures (Strutture Digitali) del Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale. La sua attività di ricerca ha lo scopo di esplorare strategie di form-finding e di ottimizzazione strutturale per gli habitat di esplorazione spaziale sulla Luna e Marte.

I robot mettono le radici

Martedì 19 dicembre dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De André 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

Le piante rappresentano un’eccellente fonte di ispirazione per la progettazione e lo sviluppo di nuove tecnologie al servizio dell’uomo. L’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) ha sviluppato il primo robot al mondo ispirato alle piante, il plantoide, che sarà presentato al Caffè Scienza.

Il robot plantoide imita le capacità di movimento e sensoriali delle radici. L’obiettivo della ricerca, svolta nell’ambito di un progetto finanziato dalla Commissione Europea, è duplice: da un lato si propone di condurre studi avanzati sulla capacità di crescita e penetrazione delle radici, sulle loro capacità sensoriali e di comunicazione tra di esse; dall’altro di fornire modelli e prototipi robotici che li imitino. Il Plantoide nasce dalla necessità di creare nuovi sistemi autonomi e semplici da utilizzare con l’obiettivo di riconoscere gli inquinanti nel suolo e le alterazioni chimico-fisiche indotte dall’attività antropica, e intervenire per ripristinare lo stato di salute dell’ambiente. Altri campi applicativi prevedono l’esplorazione spaziale, le attività di salvataggio e, come scenari a lungo termine, lo sviluppo di endoscopi flessibili e sensorizzati per applicazioni nel settore medico.

Relatori: Barbara Mazzolai, direttore del Centro di Micro-BioRobotica a Pontedera dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Nel 2013 riceve la Medaglia del Senato della Repubblica italiana e nel 2015 il premio internazionale Genova: una donna fuori dal coro per le sue ricerche nel campo della robotica bioispirata. Sempre nel 2015 è nominata da RoboHub tra le 25 donne più influenti nel settore della robotica. Da gennaio a luglio 2017 è Visiting Faculty presso Aerial Robotics Lab, Department of Aeronautics, dell’Imperial College di Londra. Svolge le sue ricerche nel campo della biomimetica, robotica bioispirata e soft.

Emanuela Del Dottore, postDoc presso il Centro di Micro-BioRobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Si interessa soprattutto di ricerca in robotica, intelligenza artificiale e bioispirazione.

Alessio Mondini svolge attività di ricerca presso il Centro di Micro-Biorobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia. I suoi interessi principali includono microsistemi, biorobotica, elettronica di controllo per sistemi miniaturizzati e bioispirati.

Al termine dell’incontro sarà offerto un aperitivo grazie a Nova Coop – Presidio Soci di Alessandria

La “questione vaccini” tra prevenzione, normativa e diffidenza

Le tre iniziative culturali dell’associazione (Progetto Genitori, Caffè Scienza e Giovedì culturali), presentano congiuntamente un approfondimento su un tema di grande attualità, quale i vaccini. Con tre autorevoli ospiti, verranno affrontati sia gli aspetti scientifici sia quelli legislativi. Si parlerà di prevenzione vaccinale, spiegando l’importanza relativa delle malattie prevenibili con la vaccinazione, gli scopi delle vaccinazioni di massa, il piano nazionale vaccini e la sorveglianza degli eventi avversi da vaccinazione. Si tratterà anche il problema della diffidenza verso le vaccinazioni, analizzando dimensione e composizione delle mancate vaccinazioni, i modelli interpretativi delle radici della diffidenza e come ridurre il rifiuto delle vaccinazioni. Verranno infine presentate le norme in materia. È necessario obbligare o convincere? Cosa occorrerebbe normare in questa materia?

Vi invitiamo dunque

VENERDI 17 NOVEMBRE 2017
ore 20,30 – 23,00

all’incontro

La “questione vaccini” tra prevenzione, normativa e diffidenza

Nostri ospiti saranno

STEFANIA SALMASO
esperta indipendente, fino al 2015 direttore del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (CNESPS) dell’Istituto Superiore di Sanità

VITTORIO DEMICHELI
medico specialista in epidemiologia e sanità pubblica, si è dedicato alla sorveglianza e alla prevenzione delle malattie infettive e ha svolto attività di ricerca sulla efficacia e sicurezza dei vaccini nell’ambito della Cochrane Collaboration

NERINA DIRINDIN
Senatore della Repubblica e componente della Commissione Sanità del Senato
docente di Economia Pubblica e di Economia Sanitaria presso l’Università di Torino

Cibo sano e sicuro per tutti

Lunedì 16 ottobre dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De André 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

Nel mondo oltre 800 milioni di persone non possiedono sufficiente cibo, 1,3 miliardi di individui vivono con meno di un dollaro al giorno e oltre il 15% della produzione globale di cibo viene persa a causa dei danni provocati dalle malattie delle piante. La difesa delle colture riveste quindi un’importanza fondamentale. C’è necessità di sfamare una popolazione crescente utilizzando meno terra, meno acqua, meno fertilizzanti e agrofarmaci. La recente crisi globale che ha portato a un aumento del costo di alcuni prodotti (grano, riso…) mostra chiaramente quanto fragile e vulnerabile sia il nostro modello produttivo. Non ci sono soluzioni semplici alla povertà, tuttavia scienziati e studiosi possono fornire un importante contributo alla questione della food security, ovvero della disponibilità di cibo per tutti.

Un contributo rilevante al problema della disponibilità di cibo sano e sicuro non solo nei paesi industrializzati ma anche in quelli in via di sviluppo viene fornito dai risultati delle ricerche condotte nel campo della patologia vegetale, una disciplina affascinante e quanto mai attuale che affonda le sue radici nella botanica e studia la fisiologia della pianta malata. La comprensione, fino a livello molecolare, dei meccanismi che fanno ammalare le piante e la messa a punto di strategie di difesa delle colture permette di spaziare su temi di grande attualità, quali la protezione dell’ambiente e la sicurezza alimentare. Oggi dobbiamo produrre di più e meglio rispettando l’ambiente e rispondendo alle esigenze di un consumatore sempre più attento. E dobbiamo anche sfamare una popolazione crescente.

Cibo sano e sicuro e per tutti” è proprio il leit-motiv della Società internazionale di Patologia vegetale, che raggruppa, a livello mondiale, decine di migliaia di ricercatori che studiano le malattie delle piante. Produrre cibo sano, sicuro e per tutti è quindi la sfida che si pongono a livello mondiale i patologi vegetali.

Relatrice: Maria Lodovica Gullino, Professore ordinario di Patologia vegetale all’Università di Torino, è Direttore del Centro di Competenza per l’Innovazione in campo agro-ambientale e agro-alimentare (Agroinnova), Presidente della Società Italiana di Patologia vegetale.

Al termine dell’incontro sarà offerto un aperitivo grazie a Nova Coop – Presidio Soci di Alessandria

La scienza delle serie tv

Lunedì 9 ottobre dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De André 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

Agli incontri d’autore si parla di scienza con la presentazione del libro di Andrea Gentile La scienza delle serie tv.

Un professore di chimica potrebbe davvero fabbricare droga come Walter White in Breaking Bad? Tra quanto avremo il teletrasporto di Star Trek? E qual è il modo migliore di reagire a un’epidemia di zombie come quella di The Walking Dead? Si può parlare di scienza anche stando comodamente in poltrona di fronte alla televisione. Le serie tv sono diventate prodotti di culto, e le più celebri sono proprio quelle fantascientifiche, mediche o di investigazione, che al loro interno raccontano molta scienza. Cosa c’è di vero in ciò che mostrano? Dalla nascita del cosmo in The Big Bang Theory, passando per le fantadiagnosi del Dr. House, i complotti alieni di X-Files e la natura del tempo in True Detective, Andrea Gentile, nel libro pubblicato da Codice Edizioni, svela il lato nascosto delle serie tv più note, con un linguaggio semplice e spiegazioni alla portata di tutti.

Andrea Gentile: giornalista, si occupa di scienza, cultura e attualità per la rivista Wired Italia. Dopo una laurea in neuroscienze computazionali e un master in comunicazione della scienza, ha fatto parte delle redazioni di Galileo e RAI Radio 3 Scienza.