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Trovate tutti gli appuntamenti e le registrazioni sulla pagina del sito dell’Associazione Cultura e Sviluppo dedicata ai Caffè Scienza

La quarta rivoluzione industriale: i robot e noi

Viviamo in una nuova era robotica. I robot, una volta solo supporto industriale, escono dalle fabbriche e iniziano ad abitare altri luoghi: l’interno del corpo umano, il mondo sottomarino, lo spazio. È l’era in cui i robot vivono in mezzo a noi, ci aiutano, ci connettono, a volte ci sostituiscono e, interagendo con noi, ci cambiano e cambiano la nostra società. La conferenza, organizzata congiuntamente dalle iniziative dei Giovedì Culturali e deiCaffè Scienza dell’associazione Cultura e Sviluppo, prende spunto dal libro di Maria Chiara Carrozza I Robot e noi (Il Mulino, 2017), che insegna come capire l’evoluzione della robotica, fondamentale per comprendere la sfida culturale e politica della quarta rivoluzione industriale. La profonda trasformazione della produzione di beni e di servizi e l’evoluzione della robotica da industriale a sociale muteranno la società, il lavoro e il modo di vivere. Per affrontare la quarta rivoluzione industriale senza venirne travolti è fondamentale studiarla e capirla affinché si possa essere protagonisti e non solo consumatori. E l’unico modo per favorire questo destino è investire in formazione.

Per discutere di questi temi vi invitiamo dunque

GIOVEDI 23 NOVEMBRE 2017
ore 19,00 – 22,30 (con pausa buffet alle 20,30)

all’incontro

LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
i robot e noi

Nostra ospite sarà

MARIA CHIARA CARROZZA
già Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, professore ordinario di Bioingegneria Industriale presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che ha diretto dal 2007 al 2013, responsabile dell’Area “Neuro-Robotics” dell’Istituto di Biorobotica
deputato del Partito Democratico

Discuterà con lei dei temi affrontati nella conferenza SALVATORE RIZZELLO, professore ordinario di Economia Politica e direttore del Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociale dell’Università del Piemonte Orientale.

La scienza sulla scena del crimine

Lunedì 29 maggio dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De André 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

Per l’ultimo appuntamento della stagione dei Caffè Scienza di Alessandria si terrà un interessante incontro per tutti coloro che vogliono conoscere le investigazioni scientifiche.

Entrata nell’immaginario collettivo grazie al successo delle serie televisive, americane e non solo, la Polizia Scientifica è la struttura che interviene quando, per gli accertamenti di polizia giudiziaria e preventiva, sono richieste particolari competenze nel campo delle scienze biologiche, chimiche, fisiche e altre discipline. Dalla sua nascita, che risale all’anno 1902, la Polizia Scientifica ha progressivamente migliorato le sue capacità di intervento, raggiungendo profili di eccellenza e diventando supporto indispensabile nell’ambito delle attività di polizia giudiziaria, in particolare in occasione del primo intervento sul luogo dove è stato commesso un delitto.

Per capire veramente il lavoro della Scientifica, prescindendo dagli aspetti “romanzeschi” delle fiction tv, al Caffè Scienza si parlerà delle Scienze Forensi e della loro evoluzione in seno alla Polizia di Stato, facendo un raffronto tra le modalità con cui venivano effettuate le indagini prima del loro avvento e su come invece oggi si approccia alla scena del crimine, qualunque essa sia.

Relatrice: dottoressa Antonietta Lombardozzi, laureata in Chimica, è Direttore Tecnico Capo della Polizia di Stato. Dal 2015 è Direttore del Laboratorio Chimico Forense al Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica per il Piemonte e la Valle d’Aosta di Torino.

Teletrasporto: dalla fantascienza alla realtà

Lunedì 20 febbraio dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De André 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

Il mondo a scala microscopica riserva molte sorprese: una di queste consiste nella possibilità di teletrasportare oggetti, molto piccoli, in modo apparentemente istantaneo. Potrà questa tecnologia, oggi confinata nei laboratori di ricerca, avere le applicazioni immaginate nei romanzi e nei film di fantascienza?

Il teletrasporto di sistemi microscopici è già una realtà, ed è questa realtà che ci proponiamo di esplorare. Nel nostro percorso parleremo anche della scienza della segretezza e dei messaggi cifrati, con applicazioni alla sicurezza delle carte di credito, e delle nuove tecnologie per i calcolatori del futuro. Il filo rosso che collega questi argomenti è il cosiddetto entanglement o intreccio quantistico, una caratteristica fondamentale della fisica che descrive i sistemi microscopici.

img_3172-1Relatore: Leonardo Castellani, professore ordinario di fisica teorica presso l’Università del Piemonte Orientale, dove tiene i corsi di Meccanica dei quanti e Computazione quantistica. Si è laureato all’Università di Firenze, ha conseguito il Ph.D presso l’Institute for Theoretical Physics dell’Università di Stony Brook (New York) e ha lavorato al Lauritsen Lab di Caltech e al Cern di Ginevra. I suoi interessi di ricerca riguardano la fisica delle particelle elementari e la gravità.

L’uomo nello Spazio: dalla Stazione Spaziale a Luna e Marte

Lunedì 21 novembre dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De Andrè 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

In più di 50 anni di missioni spaziali l’uomo ha imparato a conoscere un ambiente molto diverso da quello terrestre e ha sviluppato soluzioni tecnologiche che gli permettono di poter vivere e lavorare nello spazio con permanenze sempre più lunghe. L’International Space Station è diventata un vero e proprio laboratorio dove team di astronauti vivono e lavorano quotidianamente. La sfida successiva, condivisa dalle principali Agenzie Spaziali Internazionali, è il ritorno dell’uomo sulla Luna e la sua discesa su Marte. L’esperienza maturata a Torino da Thales Alenia Space con la costruzione dei moduli abitati per l’International Space Station – MPLM, Columbus, Nodi 2 e 3, ATV e Cupola – e con missioni scientifiche nel sistema solare come Integral, Rosetta, Mars Express, Venus Express, Bepi Colombo ed Exomars, permette all’Italia di avere una responsabilità industriale di primo piano nell’elaborazione degli scenari di esplorazione e delle soluzioni tecnologiche necessarie.

Relatrice: Maria Antonietta Perino, laureata in Ingegneria Nucleare al Politecnico di Torino nel 1985, ha frequentato la prima Sessione dell’International Space University presso l’M.I.T., Boston (USA) nel 1988, diventando parte del corpo docente. Dal 1986 lavora in Thales Alenia Space a Torino come Program Manager dei principali programmi nazionali ed europei legati all’esplorazione come Exomars, Mars Sample Return, e l’Aurora Core Program. Attualmente è direttore Marketing & Sales dei programmi ESA di Esplorazione e Scienza. L’ingegner Perino è coinvolta in diverse iniziative che promuovono il coinvolgimento di giovani professionisti nell’industria spaziale. Autrice di numerose pubblicazioni e report, è Co-Editor di Acta Astronautica. Membro di diversi comitati scientifici in campo spaziale e del EuroScience Open Forum (ESOF), è stata Vice-President nel Bureau dell’International Astronautical Federation, è membro dell’Académie de l’Air et de l’Espace francese e dell’International Academy of Astronautics, e membro di Women In Aerospace.

Alimentazione del futuro: possiamo pensare agli insetti?

Lunedì 17 ottobre dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De Andrè 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

Anche se già largamente consumati in Africa, Asia e America centrale, il consumo di insetti da parte dell’uomo (entomofagia) è un concetto che provoca ancora ribrezzo nei Paesi Occidentali. Eppure essi contengono numerosi principi nutritivi utili per la nostra alimentazione e potrebbero essere in grado di sostenere l’approvvigionamento in proteine animali di una popolazione in continua crescita (+2 miliardi di persone nel 2050). Recentemente questa tematica ha suscitato grande interesse (Expo 2015; Terra Madre 2016).

Oltre al consumo diretto da parte degli uomini, gli insetti potrebbero entrare a far parte dell’alimentazione animale. È infatti noto come l’incremento demografico atteso per il 2050 determinerà un incremento nei consumi di prodotti di origine animale (+60-70%) con conseguente aumento di richiesta di fonti proteiche per l’industria mangimistica. Attualmente le fonti proteiche più utilizzate provengono essenzialmente da coltivazioni industriali (soia, colza, girasole) e dalla pesca (farine di pesce). Il settore zootecnico europeo ed italiano dipende da fonti proteiche di importazione ritenute sovente ecologicamente ed economicamente poco sostenibili. Per rendere le filiere Feed più sostenibili, la ricerca scientifica deve orientarsi verso alternative proteiche innovative e la Fao indica le farine di larve di insetti come possibile soluzione.

Alcune prove sono state realizzate utilizzando farine di larve di insetti quali Tenebrio molitor ed Hermetia illucens nelle specie ittiche ed avicole. I primi risultati evidenziano come il profilo nutritivo risulti adeguato per il loro impiego in zootecnia. I livelli di inclusione dipendono dalle peculiarità delle farine (livello proteico e lipidico) e delle specie zootecniche oggetto di alimentazione.

Relatrice: Laura Gasco, professore associato presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino dove tiene insegnamenti inerenti le tematiche dell’acquacoltura e della coniglicoltura e ricerche ricerche su allevamento e nutrizione di specie ittiche, avicole e cunicole così come su valutazioni della qualità dei prodotti. La tematica dell’uso degli insetti nell’alimentazione dei monogastrici vede la professoressa Gasco impegnata in prima persona. Collabora con l’International Platform of Insects for Food and Feed (Ipiff) ed è registrata nel Global Stakeholder Directory on Edible Insects della FAO. È coordinatore del gruppo di ricercatori dell’Università di Torino sulla tematica degli insetti quali Feed e coordina alcuni progetti di ricerca su questa tematica.

La scienza in cucina e l’arte del mangiar bene: in cucina possiamo anche essere scienziati?

Lunedì 18 aprile dalle 17,30 alle 19
Associazione Cultura e Sviluppo
piazza De Andrè 76, Alessandria
La partecipazione è libera e gratuita

La cucina è scienza a tutti gli effetti. Le molecole di base, ovvero grassi, zuccheri e proteine, vengono mescolati e fatti reagire in vario modo: regolati di sale, concentrati, diluiti, oppure raffreddati o scaldati a seconda della reazione chimica che si vuole favorire.

Con l’aiuto del professor Mauro Patrone e la collaborazione della dottoressa Simona Martinotti proveremo a scoprire la scienza, e in particolare la biochimica, che si cela anche dietro i fornelli. Insomma, l’arte del mangiar bene (e del sapere cucinare con gusto) vista con gli occhi dello scienziato…

mauro patroneMauro Patrone, genovese e alpino, ma con parte del suo genoma alessandrino, è un biologo con un PhD in Biochimica. Ricercatore al Cnr, esperto di tecnologie cellulari dal 1993, al l’Università del Piemonte Orientale dal 2000, dove è professore di biochimica. Sfrutta le conoscenze teoriche acquisite dalla biologia e dalla chimica per dilettarsi in cucina e l’orto in montagna.


simona martinottiSimona Martinotti
nasce a Casale Monferrato. Dopo il diploma come Perito Chimico Industriale all’Itis Sobrero, si laurea in Biologia e in Scienze Biologiche Applicate con il massimo dei voti. Il suo percorso di studi prosegue poi con un Dottorato di Ricerca in Scienze Ambientali (Acque Interne e Agrosistemi). Oltre ad essere una giovane appassionata di scienze, ama cucinare e in particolare preparare torte, e dedicare parte del suo tempo agli altri, è infatti volontaria della Croce Rossa Italiana nel Comitato di Casale Monferrato.