La sicurezza alimentare: controlli e nuove sfide

1922303_660227107425028_5235065281872957326_nGiovedì 16 ottobre è stata la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, istituita dalla Fao nel 1981 per celebrare la sua prima riunione a Quebec City, Canada, il 16 ottobre 1945.  Poter avere un’alimentazione adeguata è un diritto fondamentale dell’uomo. Questo però non lo è nei fatti: ogni giorno una persona su 5 soffre la fame e, ogni anno, milioni di uomini, donne e bambini muoiono a causa della denutrizione. Le persone farebbero scelte diverse se sapessero com’è prodotto il cibo di cui si nutrono? Da un’analisi impietosa del mercato alimentare negli USA, probabilmente no, perché le alternative sono scomode e più care….

I nostri alimenti passano attraverso una lunga catena di operazioni: produzione, raccolta, lavorazione, distribuzione, assicurando la presenza sulla nostra tavola di composti preziosi per il nostro sostentamento e per la protezione della nostra salute. Gli alimenti, tuttavia, possono subire contaminazioni o addirittura sofisticazioni. Che ruolo hanno scienza, tecnologia e controlli di legge per assicurare la qualità dei prodotti e la sicurezza dei consumatori? Possono arrivare pesticidi e inquinanti atmosferici fino al nostro piatto? Molte frodi alimentari sono emerse, dal vino al metanolo ai latticini scaduti, ma quante rimangono nascoste?

Nostri ospiti al Caffè Scienza sono stati la dottoressa Amaranta Traversa dell’Istituto Zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, e il capitano Renato Giraudo, Comandante dei NAS, Nucleo Antisofisticazioni dei Carabinieri, del Sud Piemonte.

La dottoressa Traversa ha delineato il ruolo e il lavoro degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, che con le loro 10 sedi centrali e le 90 sezioni diagnostiche periferiche, rappresentano un importante strumento operativo di cui dispone il Servizio Sanitario Nazionale per assicurare la sorveglianza epidemiologica, la ricerca sperimentale, la formazione del personale, il supporto di laboratorio e la diagnostica nell’ambito del controllo ufficiale degli alimenti. Poi ha illustrato i possibili punti critici di contaminazione di un cibo. La contaminazione può avvenire durante la produzione, il trattamento, il confezionamento, il trasporto, la preparazione, la conservazione e la somministrazione. Qualsiasi alimento può essere così esposto a contaminazione con sostanze velenose o con microrganismi a capacità infettiva o tossigena.

Il consumatore è l’ultimo anello della catena alimentare ma non per questo il suo ruolo è meno importante nel contribuire alla salubrità e alla sicurezza di ciò che mangia. A chi prepara e consuma gli alimenti è affidato, infatti, il delicato compito di preservare con la massima cura l’elevata qualità organolettica, nutrizionale e igienica di ciò che è stato pensato, prodotto e distribuito. Sappiamo che la stragrande maggioranza dei disturbi anche lievi o delle malattie anche più gravi (infezioni e/o intossicazioni alimentari) che derivano dall’alimentazione sono causati da comportamenti sbagliati nel nostro modo di trattare, conservare e preparare i cibi.

10557559_660227324091673_1598399696314233791_oIl capitano Giraudo ha invece illustrato le attività dei Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri, che operano in tutti quei luoghi ove vi è produzione, somministrazione, deposito o vendita di prodotti destinati all’alimentazione umana tramite un’azione investigativa, che consiste in indagini volte a stroncare le attività illecite nel campo delle sofisticazioni, delle frodi alimentari e della sanità, controlli e monitoraggi. Caratteristica fondamentale dei NAS è la dipendenza funzionale dal Ministro della Salute in virtù della quale i militari appartenenti al reparto hanno – per Decreto – i poteri degli Ispettori Sanitari; poteri che ne legittimano l’operato.

Nel corso degli anni altri poteri sono stati conferiti ai Carabinieri dei NAS, che hanno esteso le loro competenze anche in materia di: profilassi internazionale delle malattie infettive e diffusive; sanità marittima, aerea e di frontiera; produzione e vendita di specialità medicinali ad uso umano e veterinario (compresi gli omeopatici), di vaccini, virus, sieri; prodotti cosmetici e di erboristeria; produzione di presidi medico-chirurgici, dispositivi medici e diagnostici; igiene, sanità pubblica e polizia veterinaria; produzione e commercio legale delle sostanze stupefacenti per la preparazione di specialità farmaceutiche.

Più in generale, quello che è emerso dal Caffè Scienza è che la sicurezza alimentare è un tema di grande attualità, un requisito spesso esibito e vantato ma che stenta a tradursi, nella pratica operativa, in effettiva garanzia. Soprattutto perché oggi la varietà dell’universo produttivo (agricolo, artigianale, industriale) del settore alimentare, resa più complessa dai molteplici intrecci distributivi e commerciali rende oggettivamente difficile un efficace governo sanitario. Per garantire una reale sicurezza al consumatore, gli elementi da considerare sono numerosi. Però, il consumatore deve essere sempre più informato del fatto che il “rischio zero” è un’utopia.

Il miglioramento delle tecniche e delle tecnologie impiegate nell’analisi chimica, fisica e batteriologica degli alimenti destinati all’uomo consente di mettere in evidenza quantità infinitesimali di residui potenzialmente nocivi la cui pericolosità deve essere valutata in rapporto a diversi fattori di rischio. Ciò non significa che il consumatore debba accettare il rischio con rassegnazione e senso di impotenza ma occorre maggiore equilibrio e senso di responsabilità nel valutare le notizie fornite dalla stampa e nell’approfondire gli argomenti per non restare intrappolati nel giudizio di altri.

Simona Martinotti, Elia Ranzato